La pandemia non ha fermato la cultura: sono in dirittura d’arrivo i lavori di restauro e ammodernamento dell’ex cinema-teatro Aquilone. Che grazie alla votazione estesa a tutta la città, da ieri sera ha un nuovo nome. Chiuso da 40 anni, il progetto del cine-teatro in centro a Lecco, all’interno del complesso dell’oratorio Madonna del Rosario, ha mantenuto le finiture e l’impianto antico, con il ballatoio e le colonnine in ghisa che affondano le radici in una sala che ospiterà a regime 140 spettatori.

La nuova vita per l’ex Aquilone nuovo nome

Ma quale gesto, oltre alla ristrutturazione, crea più senso d’appartenenza se non far scegliere il suo nuovo nome proprio a loro, ai cittadini? Sulla base delle proposte avanzata dai cento volontari che hanno preso parte alla formazione per gestire la sala, i lecchesi tra i candidati c’erano, San Nicolò, Aquilone, Matitone, Aquilago, Nuovo Aquilone, Resegone, Grigna, Manzoni, Fantasia, Lecco, Insieme. Con una partecipazione di quasi 2.300 votanti che hanno preso parte alla consultazione sul sito www.leccocentro.it, l’ha spuntata: Nuovo Aquilone.

«Non bastano però le mura – anche se rifatte in grande stile – per fare un progetto culturale, ma occorrono le persone: che sono la parte più importante. Per alcune settimane100 volontari, dai 14 anni fino ad alcuni over 70, hanno partecipato ad un corso di formazione per gestire la sala», spiega Monsignor Davide Milani, prevosto di Lecco, presidente della Fondazione ente dello spettacolo e direttore de La rivista del cinematografo.

Un nuovo cineteatro per una nuova stagione culturale

La ripresa, culturale e sociale, arriverà da loro: da queste persone, questi lecchesi che credono nel potere del cinema e del teatro – ma nell’ex Aquilone, ora Nuovo Aquilone troveranno una casa anche la musica e gli incontri culturali – di far sognare. «I volontari non servono a non spendere soldi per la gestione di questa sala della comunità: sono l’essenza della sala stessa che è esplicito nel suo nome. Sarebbe più semplice gestire tutto con 2-3 professionisti stipendiati. I volontari sono l’anima del progetto perché portano idee, voglia, energie. La ripresa culturale avverrà infatti quando l’attività prenderà il via, tornerà ad aprirsi alla comunità di fedeli e a tutti i lecchesi. E per compiere questo gesto di apertura, il cinema, il teatro, la cultura sono occasioni straordinarie», chiosa Monsignor Davide Milani.

I volontari «anima della sala»

Ieri sera si sono trovati per la prima volta in presenza i cento volontari del Nuovo Aquilone, che saranno chiamati a gestire dalla programmazione alla proiezione della sala, dalla biglietteria alle pulizie e alla preparazione degli spazi. Sarà chiamato, o meglio, richiamato a svolgere questi ruoli, ma soprattutto ad essere anima della sala macchine, Eufrasio che nel 1964 a18 anni è diventato responsabile della sala di proiezione dell’Aquilone: «Sono stato l’ultimo proiezionista della sala e ora ritorno all’Aquilone che nel frattempo è stato rimesso a nuovo. Sono curioso di vedere l’evoluzione tecnologica della sala macchine, di come dalla pellicola si è passati al digitale», dice curioso ed entusiasta. Tra i volontari ci sono Anna e Benedetta, – che di Eufrasio potrebbero essere le nipoti – maturande, giovani e pronte a prendere servizio al Nuovo Aquilone perché «crediamo sia un’opportunità per la nostra città». Entrambe già impegnate come educatrici all’oratorio e nella mostra di Lotto a Palazzo delle Paure, credono fortemente nel loro ruolo di giovani al servizio della cultura di Lecco: «E’ un progetto culturale nuovo e tutto da costruire – sottolinea ancora Anna -, voglio mettere anche le mie idee e le mie passioni al suo servizio».

Ma il Nuovo Aquilone quando aprirà? «Coming soon, apriremo presto, tempo qualche settimana», conclude Monsignor Milani.