Tra i tanti appuntamenti del Lecco Film Fest – che si aprirà giovedì 29 luglio – c’è l’incontro con il cardinale Angelo Scola e il giornalista Marco Bardazzi che si terrà in Piazza Garibaldi alle ore 19 di venerdì 30 luglio. Si parlerà della figura di medico di Enzo Piccinini di cui è in corso la causa di beatificazione. Il tema nell’incontro è il “prendersi cura”, un’arte che abbiamo riscoperto durante la pandemia e che può essere uno dei lasciti positivi di questa dolorosa prova. Insieme al Cardinal Scola e a Marco Bardazzi, Co-fondatore e CEO di Bea-Be a Media Company, ci sarà anche Maria Rita Parsi, psicologa e scrittrice. L’incontro sarà moderato da Laura Battaglia, regista e giornalista.
L’ingresso all’evento è gratuito, QUI SOTTO è possibile prenotare il proprio posto:

Enzo Piccinini

Chi era Enzo Piccinini

In un giorno di maggio del 1999, settemila persone affollarono la basilica di San Petronio a Bologna e la piazza antistante per dare un ultimo saluto a Enzo Piccinini, chirurgo dell’ospedale Sant’Orsola scomparso tragicamente a 48 anni. Ma chi era questo giovane medico che era stato in grado di lasciare così profondamente il segno in talmente tante vite? Chirurgo sui generis per gli anni in cui si avvia alla professione, Piccinini crede fermamente nella necessità di occuparsi dei pazienti in tutta la loro umanità: preoccupandosi dei loro affetti e aiutandoli di fronte al dolore e al timore della morte, come parte del proprio mandato. Una convinzione nata durante gli studi, destinata a crescere negli anni attraverso l’amicizia con Luigi Giussani e l’impegno nel movimento di Comunione e Liberazione, che lo porta ad accostare all’attività medica, riconosciuta nel mondo, un instancabile lavoro di educazione e testimonianza per i più giovani. Oggi, la sua opera vive in una scuola di medici e ricercatori ispirati dal “metodo Enzo”, e nelle persone che lo hanno conosciuto e ancora portano il segno di quell’incontro. Una vita unica, che ha portato la Chiesa a proclamarlo “servo di Dio” e ad avviare un processo di canonizzazione. Ho fatto tutto per essere felice è un racconto emozionante che insegna cosa significa vivere, come diceva Enzo, “mettendo il cuore in quello che si fa”.

L’uomo, il medico e la cura

Curare i pazienti “mettendoci il cuore”, sapendo di avere di fronte una persona prima che un malato e seguendo un “metodo” basato sull’empatia e sulla condivisione del dolore e della paura: così lavorava Enzo Piccinini, chirurgo dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, scomparso tragicamente nel 1999 all’età di 48 anni in un incidente stradale, la cui storia è raccontata da Marco Bardazzi nel libro “Ho fatto tutto per essere felice” edito da Bur Rizzoli.

Un chirurgo “insolito” lo definisce Bardazzi, sottolineando le qualità umane accanto a quelle professionali di un medico capace di lasciare un segno positivo in chiunque avesse a che fare con lui.

L’autore nel libro racconta Piccinini come medico e uomo, soffermandosi sull’amicizia con Luigi Giussani e sull’impegno nel movimento di Comunione e Liberazione, ma anche sulla sua attività di educazione e testimonianza per i più giovani. Di certo, ancora oggi Piccinini non è stato dimenticato: mentre il suo esempio e il suo metodo (il “metodo Enzo”) vengono portati avanti in una scuola di medici e ricercatori, la Chiesa ha riconosciuto l’eccezionalità di una vita dedicata agli altri proclamandolo “servo di Dio” e avviando un processo di canonizzazione.